Il Museo Enzo Ferrari
Il Gran Vecchio diceva di se a novant'anni: “Ho sognato di essere Ferrari”
13 aprile 2012
Il Gran Vecchio diceva di se a novant'anni: “Ho sognato di essere Ferrari”. Morì lo stesso anno in cui l'Università di Modena gli dette la laurea “honoris causa”, proprio nella casa in cui era nato nel 1898.
Di fronte alla sua casa, oggi, sorge l'oramai famoso “cofano” di alluminio giallo che la contiene senza racchiuderla. Giallo, giallo canarino, è il colore che fa da sfondo al Cavallino Rampante dello scudetto Ferrari. Lo scelse di persona perché lo considerava il simbolo di Modena, il colore della sua città o almeno uno dei due colori ufficiali della municipalità. Il “Drake” con i colori qualche fisima ce l'aveva: firmava il suo autografo sempre in viola.
La Casa Natale di Enzo Ferrari è il nucleo generatore di una struttura espositiva di circa 5000 metri quadrati dai tratti tipicamente “automobilistici”.
Il target prevede circa 200.000 presenze all'anno.
Il restauro della Casa Natale è stato filologicamente puntuale e ne ha voluto restituire, nelle intenzioni, la veste originale.
All'interno, è stato allestito un percorso multimediale che tra immagini , filmati e cimeli, narra la vita di un uomo e una storia industriale che ha prodotto nel mondo contemporaneo un mito, forte, guerriero e indomito, come solo il mondo antico ha saputo tramandare agli uomini di tutte le età.
Il nuovo mito è quello futurista per la velocità e la tecnologia. La ruvidezza dell'avanguardismo tecnologico moderno ma con quel sapore lieve festoso e trattenuto da cucina casareccia emiliana che mette a tavola tutte le generazioni fino ai pronipoti e dilinguisce dissidi e tensioni.
Il layout di base è composto da moduli di arredo bianchi, che ospitano gli avanzi della esistenza transeunte del Gran Vecchio: una specie di Graduale per il rito laico della macchina del Novecento dal quale risuona, come un canto melismatico offerto alla modernità veloce e fulminea, il rombo della vita oltre che delle opere del gran costruttore d' automobili.
La Galleria Espositiva presenta il vile mezzo meccanico con l'aura possibile per un' opera d'arte moderna e riproducibile, seppure in prototipi sequenziali con status di gran lusso.
La copertura gialla è scultorea, ed ha dieci aperture ad analogia con le prese d'aria di un cofano automobilistico. Permette la ventilazione e il convogliamento della luce naturale.
La copertura è composta da circa 3.300 metri quadrati di doghe in alluminio doppiamente curvate. E' stata sviluppata nelle prime fasi insieme ad un cantiere nautico, per la competenza specifica nel binomio forme organiche e tenuta d'acqua. Vanta un brevetto per l'assemblaggio in loco delle estrusioni.
L'edificio è alto 12 metri, l'altezza più o meno della casa natale. Si espande sotto quota terreno per circa metà del suo volume. Le curve della facciata accolgono in sé la casa natale senza però troppo opprimerla, in un gesto anzi di rispetto empatico.
La facciata in lastre di vetro-camera è inclinata di 12,5 gradi, e le lastre sono sorrette da tiranti in acciaio in grado di sopportare ciascuno 40 tonnellate di tensione.
Per l'estate dei sensori si occupano di aprire degli infissi di copertura, per fare entrare l'aria più fresca.
Alcuni espositori di design assolvono il compito di documentare con oggetti e contributi filmati il mito modenese.
Vi si trovano anche un centro di documentazione, lo spazio per la didattica museale, una conference room, bookshoop e la caffetteria.
Tutto naturalmente all'insegna del risparmio energetico più evoluto, l'elevata sostenibilità ambientale e avendo per bibbia i principi di bioclimatica, con i materiali e la tecnologia chiaramente al più alto grado tecnologico consentito.
Un impianto geotermico per alimentare il sistema di raffrescamento e riscaldamento, pannelli solari per l'acqua sanitaria, mentre le aree espositive senza fonte naturale sono illuminate da pannelli fotovoltaici integrati nelle barriere acustiche a ridosso della ferrovia. Anche l'acqua è riciclata.
Non manca lo spazio per la vocazione merchandising della Casa modenese, dove si può trovare appagamento i desiderata del più intransigente tifoso del cavallino: titoli editoriali ma anche abbigliamento, e accessori come le repliche artigianali dei famosi occhiali scuri di Enzo Ferrari e l'orologio da polso realizzato in edizione limitata.
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