L'ultima di Tadao l'autodidatta

Si chiama Sky Tree, albero del cielo, la nuova creatura dell'archistar giapponese a Tokio

26 giugno 2012
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Sky Tree l'ultima creatura di Tadao Ando
Sky Tree l'ultima creatura di Tadao Ando
Sky Tree l'ultima creatura di Tadao Ando
Sky Tree l'ultima creatura di Tadao Ando
Sky Tree l'ultima creatura di Tadao Ando
Sky Tree l'ultima creatura di Tadao Ando
Sky Tree l'ultima creatura di Tadao Ando
Sky Tree l'ultima creatura di Tadao Ando
Sky Tree l'ultima creatura di Tadao Ando
Sky Tree l'ultima creatura di Tadao Ando

Si chiama Sky Tree, albero del cielo, l'ultima creatura di Tadao Ando. Aperto il 22 maggio scorso, il grattacielo è una torre di comunicazioni, un impianto per il digitale terrestre, con terrazze di osservazione panoramica e locali di intrattenimento. Ma l'edificio di Sumida Ward, se possibile, è anche un'architettura museo di se stessa, ossia un'architettura moderna costruita proprio come self-museo visitabile a pagamento e come attrazione turistica panoramica.

Apparentemente fenomeno del tutto moderno questo, in cui un'architettura ha già sulla carta lo status extrafunzionale di opera d'attrazione visitabile alla nascita, anzi già al momento della sua committenza, senza necessità della patina del tempo. Tuttavia in realtà più antico di quanto possa sembrare poiché l'architettura è da tempo immemore simbolo, totem del tempo, manufatto di “rappresentanza”, espressione di potere, monito alla plebe o monumento. Gli architetti in grado di suscitare questi potenti flussi di visitatori, vengono definiti oggi “archistar”.

La funzionalità dichiarata di progetto della Sky Tree, alta 634 metri, è di servizio alle trasmissioni televisive in chiaro e per i segnali radio senza interferenza dai grattacieli di Tokio, raddoppiando il volume di trasmissione in digitale terrestre. La nuova torre sostituirà il segnale analogico della “vecchia” Torre di Tokio del 1958, alta 333 metri, non adatta a trasmettere in digitale per la vicinanza di edifici sorti ora nei suoi pressi ed altrettanto alti. La nuova torre amplierà anche l'area di copertura per “One Seg”, la radiodiffusione in tecnica digitale per i terminali mobili. Nel 2006 le imprese di radiodiffusione si sono orientate, per evitare le riflessioni del segnale, verso la necessità di una torre alta almeno 600 metri. La costruzione della torre è incominciata nel 2008.

I piani originali prevedevano per la torre 610 metri di altezza, la stessa altezza della cinese Canton Tower, ma dopo il debutto di quest'ultima nel 2011 la Sky Tree è stata elevata di altri 24 metri. Ci si è fermati a 634 metri per quella piccola mania giapponese, le sillabe in giapponese per il numero sei “mu”, per il numero tre “sa” e e per il numero “4” anagrammano la parola “Musashi”, l'antico nome del distretto in cui la torre sorge. Questo gioco di cifre e sillabe dovrebbe favorire anche, nelle intenzioni giapponesi, un aspetto mnemonico per il turista.

La torre a quanto pare, così come già certificato da Guinness World Records, è al momento la più alta del mondo, anche se la più alta struttura architettonica in assoluto al di là della tipologia, dovrebbe essere la Burj Khalifa di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, che svetta per 828 metri.

La torre è progettata antisismica. Il pilastro principale interno è fissato alla struttura esterna della torre fino a 125 metri, poi la colonna da 125 metri a 375 metri è collegata al telaio tramite ammortizzatori ad olio, specie di “cuscini” in grado di assorbire il 50 percento dell'energia dissipata dall'azione sismica.
Il luogo occupato oggi dalla torre, era prima uno scalo merci della Tobu Railway Co, che ha cessato l'attività nel sito nel 1993, a seguito della chiusura della ferrovia.

Insieme alla torre, sta sorgendo il complesso commerciale di Solamachi, con un cinema, l'acquario e più di trecento punti vendita di abbigliamento ed altro e diversi ristoranti. Il nuovo centro comporterà anche il cambio di nome alle stazioni vicine. Nei dintorni naturalmente i negozi preesistenti festeggiano la nuova arrivata e i suoi visitatori, che potranno acquistare tra l'altro la “soba”, noodles di grano saraceno, fornita in un' imponente “don”, ciotola di riso, insieme a tre gamberoni, ma anche un nuovo profumo originale imbottigliato in un contenitore a forma di torre, venduta a 63,400 yen in omaggio all'altezza della torre, e di cui sono state approntate – i giapponesi sono così – solo 634 bottiglie. A quanto pare il tema della nuova fragranza incorpora due elementi contrastanti – i giapponesi pensano così – il nostalgico e il moderno.

I progetti per illuminarla sono molti. Al primo piano, ci sarà un display lungo 45 metri  che mostrerà le caratteristiche geografiche del paesaggio sottostante, dal periodo Edo fino alla Tokio dei giorni nostri. La capacitò di Tadao Ando di creare con i suoi progetti straordinari manufatti moderni, senza umiliare il contesto è nota.

Ma la vera magia - come da tradizione giapponese - è nell'apparenza colorata. Il colore è originale e si chiama “Skytree white”. Basato sull' “aijiro” la tonalità più chiara del tradizionale “blu indaco” giapponese, rende la torre tanto solida e reale quanto evanescente e sognata. Il colore replica la tecnica dei tintori di indaco, con un pizzico di blu aggiunto, tecnica antica usata anche da noi, che conferisce una delicata sfumatura azzurra, come nel bianco “celadon ware”. I colori creati dai tintori di indaco, rappresentano davvero la straordinaria eredità della tradizione artigianale giapponese, e sembra come custodito dalla centralità cittadina della torre.

Per maggiori informazioni

Guarda il video inaugurale



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