Impregilo: verso vendita 19% Ecorodovias

Punta a incassare circa 700 mln; Salini contraria all'operazione

21 giugno 2012
Impregilo: verso vendita 19% Ecorodovias

(ANSA) - MILANO, 21 GIU - Mossa a sorpresa di Impregilo: nel pieno della contesa tra Gavio e Salini per il controllo del gruppo e nel primo 'vero' consiglio di amministrazione presieduto da Fabrizio Palenzona, il principale general contractor italiano, ha deciso di valutare positivamente un'offerta di Primav, 'partner' storico in Brasile, per una quota di Ecorodovias, gruppo della logistica e delle concessioni autostradali da poco quotato alla Borsa di San Paolo, con quotazioni finora in vertiginosa ascesa. Salini si dice stupita e preoccupata da questa decisione assunta da un consiglio a suo avviso non legittimato dal voto dell'assemblea. Ma Impregilo non lascia il Brasile: l'offerta è per il 19% della società contro una partecipazione attuale del 29,24%. Con il rimanente 10% e spiccioli, il general contractor prevede di conservare "il diritto di nominare uno o più amministratori di minoranza e un potere di veto su decisioni strategiche". Il prezzo, al quale si dovrà arrivare con una trattativa che seguirà direttamente l'amministratore delegato del gruppo Alberto Rubegni, è per ora ovviamente 'top secret' ma, secondo diverse fonti finanziarie, l'obiettivo non è inferiore ai 700 milioni di euro. Anche perché quella della quotazione di Ecorodovias, che anche il gruppo Salini riteneva di poter porre sul mercato, è una storia di grande successo: la società è stata collocata sulla Borsa brasiliana nel marzo del 2010 e l'attuale quota del 29% abbondante detenuta da Impregilo - secondo documenti societari consultati dall'Ansa - valeva 640 milioni di euro, con un apprezzamento successivo di oltre il 50% fino a un valore attuale di circa un miliardo. Come detto il gruppo made in Italy non esce dal Paese sudamericano e anzi dice che la proposta di acquisto da parte di Primav "oltre a mantenere fermi gli accordi industriali attualmente in essere per lo svolgimento dei lavori in favore della stessa Ecoradovias attraverso strutture consortili, amplia la partnership strategica a tutto il Sud America e particolarmente in Brasile, anche in previsione della Coppa del Mondo di calcio e dei Giochi Olimpici del 2014 e 2016". Ma perché Impregilo vende? Per due motivi: il primo per incassare un'enorme e sicura plusvalenza, il secondo per avere risorse per poter distribuire un dividendo straordinario agli azionisti nel caso la contesa con i Salini, che avevano un progetto simile, lo richiedesse. Più difficilmente si inquadra tecnicamente nella partita per il controllo del gruppo l'altra decisione - che potrà diventare operativa solo nei prossimi mesi - presa dal Cda di Impregilo a pochi giorni dalla scadenza entro la quale si possono depositare le azioni che peseranno nella cruciale assemblea del 12 luglio prossimo, cioé il piano di 'buy back' con lo strumento dell'offerta pubblica di acquisto su azioni proprie, anche se uno dei risultati finali sarà quello di ripartire i prevedibilmente ricchi dividendi futuri su un minor numero di azioni in circolazione. Infine, oltre ad avviare una revisione delle politiche di remunerazione dei vertici, il Cda di Impregilo ha comunicato due importanti 'prese d'attò. La prima riguarda i pareri legali di diversi giuristi, tra i quali Piergaetano Marchetti, che confermano, a differenza di quanto sostenuto da altri esperti consultati dai Salini tra cui Guido Rossi, "la piena inerenza all'oggetto sociale dell'attività sinora svolta dalla società in regime di concessione". La seconda novità sarà invece gradita a tutti gli azionisti: il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto l'annullamento del sequestro dei crediti del gruppo nei confronti dei Comuni campani, circa 115 milioni di euro bloccati nell'ambito del processo sul ciclo dei rifiuti in Campania. Nettamente contraria all'operazione Salini, che dice di apprendere "con stupore e viva preoccupazione la decisione odierna di cedere parzialmente la partecipazione di Ecorodovias presa da un Consiglio di Amministrazione per la maggior parte ancora non legittimato dal voto assembleare e anzi in pregiudicato di revoca". "Quanto deciso - si legge in una nota del costruttore romano - è l'ennesima riprova della volontà di Gavio e degli Amministratori di sua espressione di volersi sottrarre al confronto assembleare. Tale decisione appare frettolosa, distruttrice di valore e contraddice quanto recentemente comunicato al mercato dalla Società e condiviso proprio dallo stesso Gavio che la controlla. Salini si riserva ulteriori e più dettagliati commenti". (ANSA).



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