Inail, Villa Giovio a Breccia di Como

Fino agli anni ’80 Centro di Riqualificazione Funzionale per Silicotici

21 ottobre 2011

(KNC)

Villa Giovio risale alla fine del Settecento. Come tutti i palazzi d’epoca ha subito nel tempo sostanziali ristrutturazioni ed ampliamenti. Il primo progetto dell’edificio si deve a Simone Cantoni, brillante architetto ricordato nelle storie dell’architettura per aver prediletto forme severe e monumentali realizzando alcune opere di notevole interesse, quali il palazzo Serbelloni a Milano e la facciata Sud del Palazzo Ducale di Genova.
Lo stile dominante alla fine del 1700 è il neoclassico, caratterizzato da una grammatica decorativa asciutta e severa, ripresa dai modelli della civiltà greca, riscoperta verso la metà del secolo dagli studi di Johann Winckelmann e di Anton Raphael Mengs. Motivo del successo di uno stile cosi austero è sicuramente l’esaurirsi della precedente civiltà barocca degenerata in uno stile rococò sempre più flaccido e snervato, ma anche il bisogno - in Italia sentito soprattutto dalla borghesia lombarda che in quegli anni si formava - di esprimere con forme solide e armoniche le tensioni etiche ed estetiche della nascente civiltà industriale.
Villa Giovio si trova all’interno di un parco, parte del quale fiancheggia il lungo viale di accesso che porta direttamente al fronte dell’edificio il cui basamento rustico è articolato da un’ampia scala d’accesso su due rampe contrapposte. Sopra il basamento due piani con colonne binate doriche e lesene con cariatidi.
La facciata, nonostante la limitata altezza dell’edificio, è imponente e forse eccessivamente monumentale. A compensare tanto rigorismo è il cortile aperto sul retro, un capolavoro di misura e di intimità scandito dal ritmo delle finestre che culmina con la prospettiva di una serie di rampe di scale e la vista del parco.
Si raggiunge così una sorta di equilibrio tra costruito e architettura, che è una delle intuizioni più felici di questo edificio.
Il parco che circonda la villa, di circa nove ettari, annovera numerose essenze arboree ed è vivacizzato dall’ondulata orografia del terreno. Sino agli anni ’80 l’edificio è stato utilizzato quale Centro di Riqualificazione Funzionale dell’Istituto, precisamente come convalescenziario per Silicotici.
Sul futuro di Villa Giovio sembrano  esserci ancora molte incertezze. Sul sito dell'Inail si legge che sarà presto restaurata per trasformarla in Centro Europeo sulla Prevenzione e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro: con un centro di raccolta dati, un laboratorio chimico sanitario, un laboratorio meccanico e un centro di formazione. A fianco di tali aree sono previsti uffici per le attività connesse al funzionamento del Centro. Ma su alcuni quotidiani locali si sostiene che potrebbe esserci un futuro  come liceo musicale europeo, sede per il trasferimento del Conservatorio, un'accademia di scenografia e coreografia cinematografiche e teatrali, una scuola post universitaria per esperti in ristrutturazione e restauro di edifici e di opere d'arte.
 

 



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