Protocollo edifici storici è passo avanti certificazione green

Dagli immobili residenziali e commerciali fino ai borghi rurali e ai centri urbani

25 giugno 2012

Trasformare un castello in un museo, un vecchio rifugio di montagna in un albergo, un opificio in un polo universitario, riqualificare una residenza. Sono solo alcuni possibili ambiti di applicazione del protocollo ‘for Historic Building’ allo studio di Gbc Italia, destinato al restauro “green” degli edifici storici.  

“L’Italia ha nella cultura del recupero funzionale e nel restauro punti di eccellenza solo parzialmente riconosciuti e valorizzati”, ha sottolineato il presidente del Green Building Council Italia, Mario Zoccatelli, in occasione della presentazione del protocollo durante il convegno ‘Heritage as sustainability’ che si e’ svolto a Venezia con il patrocinio del Comune.

“Con l’elaborazione del protocollo Historic Building viene fatto un ulteriore e significativo passo verso l’arricchimento dei prodotti Gbc – Leed (sistemi di rating della sostenibilita’ degli edifici)”, ha aggiunto Zoccatelli, precisando che “i sistemi di rating sviluppati da UsGbc (il green Building Counicil statunitense) rappresentano il benchmark più diffuso a livello internazionale e coinvolgono una rete di decine di migliaia di imprese e professionisti”.

Gbc Italia edifici storici puo’ essere applicato all’edilizia isolata, ad esempio su immobili ad uso residenziale, commerciale, istituzionale, ricettivo, ma anche sull’edilizia aggregata, quindi, ai borghi rurali, centri urbani e non solo. Alcuni ambiti tematici di intervento del protocollo sono: indagini preliminari (storico-documentali, morfo-tipologiche, stilistiche) e diagnostiche; contesto urbano e territoriale esistente; integrazione degli impianti in modo compatibile con l’edificio esistente; compatibilita’ dei materiali integrati; sistemi esistenti per il controllo delle acque meteoriche e riduzione dell’umidita’ di risalita.

 



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