Presentato Rapporto Formedil-Cresme 2013

Nel primo semestre persi 41mila lavoratori e 7mila imprese

02 ottobre 2013
Presentato Rapporto Formedil-Cresme 2013

(KNC)

 

Tra il 2007 e il 2012 il mercato delle costruzioni ha perso 45 miliardi di euro. È quanto emerge dal Rapporto Formedil-Cresme 2013 presentato a Roma nel corso delle due 'Giornate della formazione' organizzate da Formedil. Si tratta di una perdita pari al 30% del picco di mercato toccato nel 2007 - si legge nell'analisi -. Se il 2010 e il 2011 hanno rappresentato l’accettazione di un nuovo ordine di grandezza per il mercato delle costruzioni, ridotto e riconfigurato, ma con segnali che sembrano far pensare alla fine dell’onda recessiva, il 2012 così come il 2013 sono invece gli anni di una nuova grave fase critica. Solo il recupero e i nuovi mercati dell’energy technology tengono in piedi le costruzioni. Il mercato che si va delineando appare fortemente caratterizzato così da una riduzione di valore, di quantità e di opportunità, ma anche da una sostanziale riconfigurazione nella sua composizione tra i diversi segmenti produttivi.

 

La riconfigurazione del mercato delle costruzioni, così come viene rappresentata geometricamente dal Cresme, mostra con chiarezza la rivoluzione in atto che ha al centro la questione energetica, non solo fotovoltaico, ma più in generale energie rinnovabili, efficientamento energetico e crescita dell’impiantistica. Secondo il Cresme, tuttavia, nella crisi si può anche crescere. “Cresce chi è in grado di lavorare all’estero, chi è in grado di interpretare i nuovi segmenti emergenti del mercato, chi è in grado di cogliere il mercato del recupero offrendo nuovi modelli di offerta, chi è in grado di migliorare prodotto e produttività di settore, chi è in grado di cogliere le spinte e le capacità del mercato, chi meglio di altri sa cogliere le dinamiche nuove della domanda e le esigenze del mercato - ricorda il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini -. Ci sono i nuovi materiali e il settore dell’impiantistica che aumenta la sua importanza - aggiunge Bellicini - e non bisogna dimenticare Partenariato pubblico e privato, Facility Management e soprattutto l’importanza dell’integrazione tra costruzioni e servizi, che trovano nel valore crescente della riduzione del costo di esercizio e nella capacità gestionale una parte del nuovo mercato".

 

L'Osservatorio Casse Edili conferma l'andamento negativo del settore: l’attività edilizia tra il 2008 e il 2012 si è ridotta del 34% come numero di ore lavorate. “Se nel primo anno ufficiale di crisi il nostro sistema bilaterale delle costruzioni rilevava un’attività delle imprese pari a circa 565 milioni di ore, l’anno scorso se ne sono consumate 373 milioni - ha commentato Massimo Calzoni, presidente del Formedil - " . La grave crisi dell’edilizia continua anche nel 2013: nel primo semestre di quest’anno le ore lavorate registrate dall’Osservatorio sono state 161 milioni ovvero il 46% in meno di quelle relative allo stesso periodo del 2008 e il 18% in meno di quelle del primo semestre 2012. Un leggero rallentamento del calo si registra nel secondo trimestre di quest’anno rispetto al 2012, -15%.

 

 

 

Valore medio

1° semestre  2012

Valore medio

1° semestre  2013

Valore assoluto

Variazione percentuale

Imprese attive

91.291

81.546

- 9.745

- 11%

Operai attivi

394.068

342.529

- 51.539

- 13%

Ore lavorate

265.732.407

222.299.935

- 43.432.472

- 16%

Massa salari

2.785.644.760

2.353.083.904

- 432.560.856

- 15%

Fonte: CNCE. Elaborazione dati MUT

 

 

Questo drastico calo di lavoro si è ripercosso e continua a ripercuotersi sull’occupazione. Erano 41mila all’inizio del quinquennio contro i 28mila della fine dell’anno scorso. Nel corso della prima metà di quest’anno sono venuti meno altri 41.000 lavoratori, con una contrazione occupazionale del 17%.

 

 



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