Il commercial real estate europeo inaugura un nuovo ciclo, sostenuto da una graduale ripresa dei mercati dei capitali e da buone condizioni di finanziamento. Nonostante un contesto di crescita economica moderata, il settore si conferma resiliente, sostenuto da fondamentali solidi che favoriscono strategie d’investimento sempre più focalizzate sulla massimizzazione dei redditi operativi. In questo scenario l’Italia gioca un ruolo da protagonista: dopo un 2025 da record, con investimenti per 13,5 miliardi di euro, le prospettive di crescita per il 2026 si confermano positive.
“Il commercial real estate globale ha attraversato profonde trasformazioni sociali e recenti mutamenti geopolitici, dimostrando una notevole capacità di adattamento e accelerando lo sviluppo e la maturazione del settore in ogni sua dimensione”, afferma Mirko Baldini, CEO Italy di CBRE. “Il 2026 si apre con sfide rilevanti: da un lato l’incertezza del contesto geopolitico globale, dall’altro la necessità di rispondere ai cambiamenti legati ai progressi tecnologici e all’evoluzione delle abitudini di consumatori e aziende. Il quadro complessivo rimane positivo e osserviamo una crescente fiducia da parte degli investitori”.
È questa l’istantanea del mercato scattata da CBRE, leader globale nei servizi e nella consulenza in commercial real estate, durante l’undicesima edizione di Perspective, l’evento annuale dedicato ai trend del settore.
STRATEGIE VALUE-ADD E DIVERSIFICAZIONE GUIDANO LA NUOVA FASE DI CRESCITA
Il mercato immobiliare italiano è entrato in una fase in cui sono protagoniste le strategie value-add che puntano alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Il recupero di aree dismesse e la riconversione di edifici in disuso rappresentano opportunità strategiche per valorizzare al meglio il patrimonio immobiliare e rispondere alle esigenze di utilizzatori finali sempre più selettivi.
Grazie ai minori costi del debito e alla crescita costante dei canoni, l’outlook per il commercial real estate si mantiene solido e favorevole, creando le condizioni per un rinnovato interesse verso gli investimenti core, anche in presenza di spread dei rendimenti più contenuti rispetto ad altre asset class a basso rischio.
Il mercato registra inoltre una crescente diversificazione delle asset class di investimento, spinta dall’ingresso di nuovi operatori nei settori Living (in particolare Student Housing), Hotels e Alternative, e dalla ripresa del comparto Retail. La ricerca di rendimenti competitivi continuerà a sostenere l’interesse per iniziative value-add sia nei distretti urbani, ancora in via di consolidamento e con significativi margini di crescita, sia nei mercati regionali. Questi ultimi, dopo aver catalizzato nel 2025 il 65% degli investimenti (con un balzo del +81% sull’anno precedente), offrono ancora ampi margini per l’aumento dei canoni e la valorizzazione degli asset, grazie a interventi di riposizionamento trasversali a ogni comparto.
“L’Italia si sta affermando come uno dei motori della ripresa del commercial real estate europeo, mostrando un livello di maturità e diversificazione senza precedenti”, dichiara Giulia Ghiani, Head of Research & Data Intelligence Italy di CBRE. “Non stiamo assistendo a un exploit isolato, ma a una crescita strutturale che vede l’Italia espandersi su nuove asset class, nuove geografie e un ventaglio sempre più ampio di player”.
IL RITORNO DELL’OTTIMISMO: LEVA FINANZIARIA E MINORI RISCHI
Dal “CBRE Italian Investor Intentions Survey 2026” emerge un sentiment molto positivo: circa il 70% degli investitori prevede di mantenere stabile o aumentare la propria attività sul mercato italiano, grazie al supporto di migliori condizioni di accesso alla leva finanziaria. Anche la percezione dei rischi conferma un quadro di solidità: l’incertezza geopolitica pesa meno sulle scelte degli investitori rispetto a quanto rilevato nella survey 2025, a conferma della forte resilienza del mercato immobiliare di fronte all’instabilità che ha caratterizzato lo scorso anno.
Il settore Living si conferma il target primario del 2026 per chi investe in Italia (30% dei rispondenti), seguito da Industrial & Logistics (22%) e Hotels (18%). Inizia inoltre a emergere con maggiore evidenza il comparto dei Data Center che, spinto dall’accelerazione dell’intelligenza artificiale, si sta affermando come una scelta sempre più strategica per una quota crescente di investitori.
“Il mercato italiano continua a mostrare un dinamismo incoraggiante, con solide prospettive di crescita nel 2026”, dichiara Silvia Gandellini, Head of Capital Markets Italy di CBRE. “La maggiore disponibilità di debito, la crescita dei canoni e, in generale, i fondamentali solidi stanno rafforzando l’interesse dei principali investitori, anche verso i progetti di rigenerazione urbana a Milano, Roma e nelle principali città emergenti. In questo scenario, nel 2026 l’Italia si presenta come un mercato capace di offrire opportunità in tutto il territorio nazionale e in grado di svolgere un ruolo trainante nella ripresa del comparto europeo”.
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