Genova: al via il recupero di Hennebique. Firmato accordo con Vitali spa

È stato firmato l’atto di sottomissione per la riqualificazione di Hennebique che rende esecutiva la concessione per 90 anni e dà il via all’iter per la riqualificazione dell’edificio inutilizzato da circa 50 anni.

“Hennebique segnerà il futuro degli interventi di rigenerazione urbana” annuncia Cristian Vitali, Amministratore delegato di Vitali Spa, che ieri ha presentato l’avvio della fase operativa insieme al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, al sindaco di Genova Marco Bucci e a Marco Sanguineri, Segretario Generale dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale.

L’Hennebique, edificio di enorme valore storico, può finalmente rinascere grazie al progetto del Gruppo Vitali. Uno spazio di oltre 40.000 m2 su sette piani per il quale è previsto un investimento di oltre 100 milioni di Euro. L’avvio dei lavori di riqualificazione, che dovrebbero durare dai 12 ai 15 mesi, è previsto per l’estate del 2021.

Se da un lato Hennebique sarà una nuova porta di accesso alla città dal mare, dall’altro rappresenterà il collegamento tra il porto e il centro storico. All’interno di una cornice suggestiva troverà spazio il nuovo Terminal crociere con una grande struttura alberghiera, senior living, uffici, nuove aree di ristorazione e negozi per la vendita di prodotti locali liguri. Dopo 50 anni di abbandono, l’Hennebique, il primo edificio in cemento armato costruito in Italia, torna a vivere attraverso un progetto che, entro il 2023, lo riporterà all’antico splendore con nuove funzioni strategiche per la città e il suo porto.

“Un piano di grande respiro – spiega Cristian Vitali – che contribuisce a dare lustro a una città che immagina, progetta e agisce guardando al futuro. Abbiamo svolto un lavoro incredibile per un progetto straordinario. Il nostro Gruppo si è concentrato molto su questo tipo di pianificazioni negli ultimi anni. Il prospetto di fattibilità lo termineremo entro 30 giorni ed entro l’estate il via ai lavori. Abbiamo deciso di investire su Genova perché è una città magnifica, ricca di storia, conosciuta in tutto il mondo; Genova è sede di importanti investimenti infrastrutturali, nel 2023 arriverà l’alta velocità e le Istituzioni in questi anni hanno dato prova di saper sviluppare, coordinare e rispettare gli impegni presi, come nel caso del Ponte Morandi, e questo per un investitore è fondamentale”.

“Non si tratta solo di un’operazione urbanistica – ha spiegato il sindaco, Marco Bucci – ma anche di immagine: sarà un biglietto da visita per la città. Il progetto ridisegnerà un’altra parte importante del nostro fronte mare, contribuendo così anche allo sviluppo turistico”. Un lavoro che, come ha ricordato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, “mette in campo un’uniformità di intenti che è diventata il metodo di lavoro di questa città. Oggi un altro passo è stato fatto con un’operazione vincente da molti punti di vista, che avviene in un momento particolare e offre alla città un segnale positivo dal punto di vista urbanistico e degli investimenti”.

Il Gruppo Vitali prosegue così nel segno della progettazione su scala territoriale che ha come obiettivo la rigenerazione e la valorizzazione di luoghi chiave per il futuro delle nostre città a partire da questioni globali quali la resilienza spaziale, la sostenibilità ambientale ed economica.

Il Systéme Hennebique

François Hennebique è stato un imprenditore francese. Fu riconosciuto come l’inventore del calcestruzzo armato, sistema edilizio che brevettò nel 1892. Anche se non fu l’unico inventore del cemento armato, Hennebique fu comunque un personaggio dal grande intuito affaristico e tra il 1892 al 1908 egli creò una grande organizzazione commerciale internazionale con oltre quaranta agenti all’estero che vendevano il «Systéme Hennebique» in tutta Europa e in gran parte del mondo.

Il brevetto del «Systéme Hennebique» fu introdotto in Italia con successo già nel 1894, a Torino, dal ingegner Giovanni Antonio Porcheddu e successivamente con una convenzione fra lo Studio Tecnico degli ingegneri Ferrero & Porcheddu e l’ingegnere napoletano Giovanni Narici, vennero introdotti anche alcuni miglioramenti al brevetto, in particolare nell’utilizzo dei pieghi nelle barre di armatura. Grazie a questo accordo l’Impresa Porcheddu divenne la licenzataria esclusiva per l’Italia del «Systéme Hennebique», che fu ampiamente applicato realizzando svariate opere pubbliche e private a Torino come lo stabilimento Lingotto della FIAT, lo Stadium, il viadotto della ferrovia Torino – Ceres della Stura di Lanzo a Ceres, ma anche da architetti come Pietro Fenoglio, grande protagonista della stagione del liberty torinese. Inoltre il «Systéme Hennebique» venne utilizzato dall’Impresa Porcheddu per la costruzione della prima fabbrica Olivetti a Ivrea e in molte opere pubbliche su tutto il territorio nazionale come i silos granari del porto di Genova e il Ponte Risorgimento a Roma.