Credimi: raggiunto il miliardo di erogato in 3 anni

Credimi, attiva nel digital lending per le imprese, raggiunge quota un miliardo di erogato tra servizi di factoring e prestiti a medio e lungo termine (MLT). Un traguardo importante per la società lanciata da Ignazio Rocco e operativa da gennaio 2017: in soli 3 anni e mezzo Credimi ha risposto alle richieste di liquidità di quasi 30.000 aziende che hanno ricercato una soluzione più flessibile e veloce, oltre che alternativa alle tradizionali soluzioni di banche e factor. Se a fine 2017 l’erogato ammontava a 59 milioni, oggi supera il miliardo, per una crescita media anno su anno del 200%.

Le imprese italiane sono sempre più innovative
Le richieste arrivate a Credimi raccontano di un’Italia di piccole e medie imprese che hanno scelto di rivolgersi ad un player innovativo per andare oltre alle difficoltà di un contesto competitivo, per costruirsi un futuro di successo, investire in piani di sviluppo e nei team. Dalla casa editrice digitale che realizza album di figurine per società sportive professionistiche e dilettantistiche in oltre 8 paesi europei, che accede ai servizi di factoring per ottimizzare gli acquisti di materie prime e pianificare la forza vendita stagionale, all’azienda piemontese che produce serramenti e che durante il lockdown ha dovuto richiedere un finanziamento in tempi brevi per acquistare materiali, non fermare l’attività e pagare i fornitori, salvaguardando così la sua filiera. Dal camping a Paestum che ha ottenuto un finanziamento di 25mila euro per fronteggiare le perdite durante la pandemia, al produttore di porchetta di Ariccia che si è rivolto al fintech per sostenere la crescita attraverso investimenti mirati.

Una nuova asset class per le famiglie
La crescita di Credimi racconta anche di un contesto che vede sempre più il Fintech come uno strumento di investimento nel tessuto imprenditoriale italiano: grazie anche al supporto di asset manager, fondazioni, clienti delle gestioni patrimoniali, enti regionali, e banche, Credimi ha mobilitato un miliardo di risparmi delle famiglie, indirizzandolo verso lo sviluppo delle migliori PMI italiane. Basti pensare all’iniziativa Italianonsiferma, una cartolarizzazione da 100 milioni di euro (erogati in soli 3 mesi a partire da aprile) realizzata insieme al Gruppo Generali e volta a liberare liquidità in tempi rapidi per le PMI sul territorio italiano colpite dall’emergenza Covid-19. Grazie alla sua rete Credimi ha realizzato oltre 200 cessioni di portafogli attraverso 8 operazioni di raccolta in tre anni e mezzo, creando di fatto una nuova asset class per gli investimenti in PMI, che diventerà ancora più rilevante con le norme sui nuovi PIR previste dal Decreto Rilancio, secondo le quali si potrà investire almeno il 70% del fondo in società che non appartengono al paniere Ftse Mib e al Ftse Mid e che possono non essere quotate.

Sono le micro-imprese a utilizzare maggiormente sia i prestiti che il factoring
Le richieste di prestiti a MLT arrivano per l’83% da microimprese (ovvero con un fatturato sotto i 2 milioni di euro), per il 14% da piccole imprese (ovvero con un fatturato fino a 10 milioni) e per il 3% da aziende di medie dimensioni (con un fatturato sotto 50 milioni). Le aziende più grandi e più piccole che hanno fatto richiesta di un finanziamento a MLT avevano rispettivamente un fatturato di 68 milioni di euro e di 100.000 euro. Se guardiamo alle richieste di factoring, arrivano per il 59% da microimprese, per il 28% da piccole imprese e per il 13% da aziende di medie dimensioni. Da una analisi interna emerge anche la presenza di imprenditrici femminili si attesta al 12% delle società che hanno fatto una richiesta a Credimi (In Italia, le imprese italiane fondate da imprenditrici sono il 22% del totale delle PMI).

Al Nord le regioni che usano di più il fintech, ma Roma è al pari di Milano nelle classifiche delle città
Sono le aziende del Nord a chiedere più finanziamenti a MLT. Ben il 46% delle richieste totali contro il 36% proveniente da Sud e Isole e il 18% del Centro Italia. Le regioni più attive sono Lombardia (20%), Campania e Lazio a pari merito al 13%. Seguono poi Veneto (8%), Sicilia (7%), Emilia-Romagna, Piemonte e Puglia tutte al 6%. Roma e Milano sono in testa alla classifica delle città seguite da Napoli e Torino. Ma non sono solo le città grandi a conoscere il fintech: sono arrivate richieste anche da paesi con appena 81 abitanti come Rocca De Giorgi in provincia di Pavia, o Claviere, con 210 abitanti, in provincia di Torino. La situazione è sostanzialmente invariata se si osservano le richieste provenienti dal factoring.

Distribuzione, servizi e costruzioni le categorie con più richieste
Le domande di finanziamento a MLT sono arrivate principalmente da società appartenenti ai settori della distribuzione (28%) e dei servizi (27%), particolarmente colpiti anche durante la recente crisi sanitaria.  Seguono poi a distanza anche il settore delle costruzioni (14%), dei trasporti (5%) e in coda quello metallurgico (4%) e moda (2%). Per quanto riguarda il factoring, i settori principali sono stati i beni intermedi (23,9%), la distribuzione (18,8%) e i servizi (14,9%), seguiti dalle costruzioni (10,8%).

Tecnologia proprietaria
In questi anni Credimi ha dimostrato quello che la tecnologia può fare per le PMI e per il Paese: ha creato un prodotto semplice che le aziende utilizzano dal proprio device facendo una richiesta di credito in pochi minuti con la sola partita iva, reso possibile da un’architettura moderna, modulare e resiliente composta da 130 servizi, da algoritmi proprietari di selezione del rischio e prevenzione delle frodi e da un sistema interamente proprietario di cattura, storage e gestione delle analisi del cliente. Una tecnologia in continuo sviluppo: oggi Credimi rilascia nuove funzionalità in media ogni 2 ore.

“Il miliardo di erogato è per noi un traguardo estremamente importante, perché significa che grazie al nostro lavoro abbiamo supportato concretamente migliaia di imprese italiane.” – sottolinea Ignazio Rocco, Founder & CEO di Credimi. – “La crescita di Credimi è al pari, se non più rapida, di quella delle altre fintech europee, nate qualche anno prima, e questo ci riempie di orgoglio perché significa che l’Italia sta recuperando terreno velocemente. Uno sviluppo reso possibile dall’entusiasmo e dall’impegno costante di tutto il nostro team, ma anche grazie alla fiducia di partner istituzionali che hanno scelto di fare innovazione insieme a noi. Nei prossimi mesi, ci aspettiamo di continuare a crescere con questi ritmi, di rafforzare ulteriormente la nostra rete di connessione con sistemi terzi quali banche, provider di servizi digitali (e-commerce e gestionali), e di lanciare nuovi prodotti sempre più flessibili che rispondano alle esigenze delle imprese italiane, anche quelle più piccole, alcuni dei quali porteranno a una innovazione radicale del concetto stesso di finanziamento per le PMI.”