Londra: Olimpiade sfrattati, addio a fabbrica 100 anni

Aziende costrette ad abbandonare le loro sedi per consentire la costruzione del Parco Olimpico

05 agosto 2012
Londra: Olimpiade sfrattati, addio a fabbrica 100 anni

(di Lorenzo Amuso) (ANSA) - LONDRA, 5 AGO - Sfratti, acquisizioni forzate, traslochi obbligati: sono i costi nascosti delle Olimpiadi, tutti a carico di aziende medio-piccole, costrette ad abbandonare le loro sedi originarie per consentire la costruzione del Parco Olimpico. Nei giorni del 'british pride' per la squadra di casa, 14 ori e una corsa sfrenata nel medagliare (a metà Giochi, il Team Gb è terzo dietro i giganti Usa e Cina), c'é anche un Inghilterra che non esulta all'idea delle Olimpiadi. Anzi, conta i danni. Si chiama "relocation" (letteralmente "ricollocazione") il sacrificio che il comitato organizzatore ha chiesto (anzi imposto) al business locale: il trasferimento di centinaia di attività in altre zone dopo aver espropriato terreni e magazzini come mai nell'ultimo mezzo secolo. La riqualificazione della zona est di Londra non ha dunque guardato in faccia a nessuno. Una fermezza decisionale, avvallata dalla politica, in nome dei giochi che avevano bisogno di un parco - costato oltre 1,3 miliardi di euro -, destinato al termine dei Giochi di essere interamente riconvertito in nuovo quartiere residenziale. Ripulito e riorganizzato rispetto alla scarmigliata urbanistica dei borough orientali della capitale britannica, ma che ha richiesto scelte draconiane. Subite da aziende - si calcola più di 200, di ogni tipo, dalle attività manifatturiere ai depositi di rottami - presenti in quei luoghi ormai da decenni. Come è il caso della H. Forman & Son, una società che alleva e commercializza salmone scozzese dal 1905. Nel 2007 Lance Forman, nipote del fondatore dell'azienda, ha ricevuto un'ingiunzione di trasloco, ovvero l'invito senza diritto di replica a spostare i suoi capannoni. Neppure il tempo per riorganizzare la produzione che i bulldozers olimpici erano già in azione. Se H. Forman & Son ha comunque ottenuto un permesso per la costruzione di una struttura temporanea di hospitality proprio di fronte allo stadio Olimpico, a parziale risarcimento dei disagi subiti, la maggior parte delle aziende è stata cacciata in silenzio, lontano anche chilometri. Un trasferimento forzoso quanto spesso insostenibile, che ha spinto diversi imprenditori a mettere in vendita le loro stesse aziende. "Non potevo trasferire una società di logistica come la mia in un'area residenziale qual è quella che mi era stata assegnata", si giustifica Michael Spinks, titolare dell'azienda di catering "Flour & Grain". Ci sono anche esempi isolati di chi - è il caso di Mitchell Green, proprietario di una società di tende - ha tratto beneficio dalla relocation. Ma sono casi più unici che rari. Anche così si spiega il forte spirito di solidarietà che esiste tra chi - in nome dei quattro cerchi - si è visto sradicato da dove aveva fatto nascere il proprio business. "I soldi che abbiamo ricevuto come indennizzo non hanno potuto compensare le perdite perché gli investimenti non portano automaticamente al successo. Un business che funziona in una certa area non si conferma necessariamente in un'altra. Noi siamo riusciti a rilanciarci", spiega Green, che ne ha approfittato per ristrutturare l'azienda, diminuendo da 35 a 24 unità i suoi dipendenti. Ad inizio Giochi, cinque anni dopo l'inizio del programma di relocation, è stato calcolato che almeno 25 società coinvolte nel progetto hanno chiuso i battenti. Un danno significativo per l'economia locale, anche se la Greater London Authority si difende sostenendo che oltre il 90 per cento dei 4.750 posti di lavoro che esistevano nell'area oggi occupata dal parco olimpico sono sopravvissuti. "Abbiamo sostenuto sia a livello organizzativi che economico più del 60% delle aziende locali - ha dichiarato di recente un portavoce del GLA -. E ci siamo presi carico di trovare sedi idonee alternative. I benefici di questo intervento si vedranno a medio-lungo termine". Per il momento però - almeno per gli sfrattati delle olimpiadi - il bilancio resta in negativo. (ANSA).



Pagine: 1
© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati