Caritas, la situazione abitativa degli immigrati in italia

In crescita i provvedimeni di sfratto e i pignoramenti per mutui non pagati

29 ottobre 2011
Immigrazione Dossier Statistico 2011

(KNC)

L’attuale contesto di crisi economica sta facendo emergere un aumento considerevole di soggetti in grave difficoltà a sostenere le spese per la casa o a rischio di perderla. La casa, elemento indispensabile nella costruzione di un’esistenza dignitosa, diviene nel nostro paese un bene sempre più inaccessibile. I dati della Banca d’Italia affermano che, all’interno di quel 13% di famiglie che in Italia hanno acceso un mutuo per l’acquisto della prima casa, una su cinque non riesce a pagare le rate con regolarità e, di conseguenza, il numero dei pignoramenti è cresciuto in maniera esponenziale: +1.592% a Milano, +930% a Torino e +728% a Roma nell’ultimo triennio mentre continua ad aumentare il numero di famiglie a cui il sistema bancario non permette di accedere al mutuo. Sull’altro versante del mercato immobiliare, quello degli affitti, il quadro non è confortante dal momento che negli ultimi anni i canoni di locazione continuano a crescere e con essi il numero di provvedimenti di rilascio forzoso dell’immobile emessi ed eseguiti.

“Integrazione è una concetto inglobante, spiega Franco Pittau,  coordinatore del Dossier statistico immigrazione, del quale non si ha sempre presente la portata, tantomeno quando si parla di integrazione alloggiativa, e ci alimenta tra gli italiani luoghi comuni e contrapposizioni. Innanzi tutto, va tenuto conto che, in proporzione, gli italiani sono proprietari di un alloggio 4 volte di più rispetto agli immigrati e che vengono accettati molto più facilmente essere accettati in un alloggio in Affitto. Naturalmente, anche gli immigrati partecipano all’assegnazione degli alloggi popolari o chiedono, quando sono previste, altre provvidenze  a loro sostegno. Non è fondato ritenere che per gli italiani non resti più niente a disposizione perché tutto va a beneficio degli immigrati: questa è una esagerazione non confermata dai dati, anche nei comuni a più alta concentrazione di immigrati (ad esempio a Baranzate, dove è immigrata un quarto della popolazione). Bisogna scegliere tra pari opportunità nell’accedere ai servizi sociali (questa è la base dell’integrazione) e lasciare gli immigrati all’ultimo, dopo che sono stati soddisfatti tutti gli italiani. Detto questo, sarebbe opportuno che si facesse di più in materia abitativa: ne guadagnerebbero tutti, italiani e immigrati”



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